5 – Un territorio costruito dall’uomo

Se la presenza dell’acqua è un elemento naturale della pianura veneta, la forma attuale del paesaggio è il risultato di secoli di interventi umani.
In un territorio dove il suolo tende naturalmente a trattenere l’acqua, l’uomo ha dovuto sviluppare nel tempo sistemi sempre più efficaci per regolare il deflusso delle acque e proteggere i terreni agricoli dai ristagni e dalle alluvioni.

Fin dal Medioevo furono scavati fossati e canali per drenare l’acqua in eccesso e per irrigare i campi. Con il tempo questi interventi si organizzarono in una vera e propria rete di gestione idraulica, composta da scoli, canali, argini e opere di regolazione.
Questo lavoro ha trasformato progressivamente il paesaggio della pianura: zone umide e terreni paludosi sono stati convertiti in campi coltivati, mentre i corsi d’acqua sono stati sistemati e regolati per garantire un deflusso controllato delle acque.
Il paesaggio agricolo che oggi caratterizza queste campagne — campi regolari, fossati lungo i confini, strade poderali e filari di alberi sugli argini — è quindi il risultato di un lungo rapporto tra l’uomo e l’acqua.

